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Mercoledì, 15 Agosto 2018
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lunedì, 27 gennaio 2014 - MILANO

3° Club Health Care sul tema "Ricerca scientifica, innovazione e nuove sfide per la salute: quale scenario e prospettive future per l’ Italia"


A tutte le latitudini e in tutti i campi della vita ricerca ed innovazione rappresentano i volàni principali della competitività. A riprova di questo dato di fatto, si può citare il Programma Horizon 2020 dell’Unione Europea che intende incentivare proprio la ricerca e l’innovazione quale motore per favorire la crescita e l’occupazione facendo leva su tre pilastri:
- promuovere l’eccellenza scientifica a lungo termine (il che significa sostenere le idee migliori ed attrarre i migliori talenti scientifici);
- migliorare l’attrattività degli investimenti nella ricerca e nell’innovazione;
- affrontare le attuali sfide per la società e, in primis, quelle che riguardano la salute.

Anche in ambito sanitario, dunque, la ricerca e l’innovazione assumono oggi un valore ancora più strategico rispetto al passato, in quanto si pongono in uno scenario di profondi cambiamenti sia della domanda di salute che delle modalità di risposta da parte dei sistemi sanitari. Il passaggio in corso da un rapporto medico-paziente tutto sbilanciato sulla prima figura ad una nuova visione in cui la persona malata è al centro della presa in carico richiede un riposizionamento anche del modo di fare ricerca. Si pensi a questo proposito al recente irrompere sulla scena medica della medicina predittiva che rappresenta l’approccio più personalizzato ai problemi di salute.

La medicina predittiva, infatti, permette di determinare il profilo di rischio di ciascuna persona, di monitorarne l’evoluzione e di realizzare, ove necessario, appropriati interventi preventivi oltre che di selezionare la terapia, la dose e il tempo di trattamento migliori. Richiede però un processo di crescita delle conoscenze e di profonda innovazione nei modelli culturali medici. Tale processo dipende non solo dal progredire della ricerca e dell’innovazione in campo sanitario ma ancora di più dalla capacità dei medici e degli altri professionisti di valorizzare la disponibilità e l’uso di informazioni di rischio individuale, in particolare genetiche, e di essere consapevoli dei limiti e/o degli inconvenienti legati a questa nuova occasione scientifica.

L’Italia, storicamente, non brilla per investimenti in R&S e - fatto di maggiore criticità - scarso è il trasferimento della ricerca e dello sviluppo in strategie di prevenzione e trattamento per i pazienti (oltre che nei sottostanti prodotti e servizi), con il risultato che se lo scenario futuro dovesse rimanere inalterato rischierebbe di aumentare il gap innovativo del Paese.

Come può l’Italia affrontare la rivoluzione in atto nella ricerca scientifica e nell’innovazione? Quali sono gli ostacoli attuali allo sviluppo delle nuove frontiere della ricerca medica e dell’innovazione? Quale ruolo può assumere l’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ per favorire lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione sanitaria in Italia?

Documentazione

  • Filo logico Meridiano Sanità 2013
  • Presentazione di Valerio De Molli
  • Presentazione di Fabrizio Oleari

Immagini

Queste informazioni sono disponibili solo per i membri del servizio.

Dove

  • MILANO

Relatori

  • Fabrizio Oleari

    Presidente Istituto Superiore di Sanità