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mercoledì, 24 gennaio 2018 - BOLOGNA

Che ne è del 2018?


In uno scenario complesso e variabile come quello attuale diventa difficile fare previsioni attendibili.
Sono tante le partite che si giocano sullo scacchiere internazionale che avranno un impatto significativo anche sul nostro Paese. La decisione di Trump di trasferire l’Ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, il protrarsi della guerra in Libia, il petrolio come centro degli interessi delle grandi potenze mondiali, il lungo processo negoziale post Brexit, le incognite della fine del Quantitative Easing, sono solo alcuni dei fattori che avranno impatti significativi sugli equilibri geopolitici mondiali.
 
Da un punto di vista economico, l’economia del pianeta è cresciuta nel 2017 più di quanto si pensava e la situazione è migliorata tanto nei Paesi ad elevato livello di sviluppo, quanto nella maggior parte delle economie più arretrate. Non solo gli Stati Uniti e la Cina continuano nel loro cammino, ma ad essi si è unita anche l’Europa.
Di questa relativamente alta marea ha approfittato anche l’Italia, riguardo alla quale sono state corrette al rialzo, nel corso dell’ultimo anno, le ipotesi di crescita. Occorre comunque osservare che, pur in questo quadro migliorato, l’Italia rimane sempre nell’ultimo gruppo tra i Paesi europei.
 
Non sarà tuttavia facile mantenere questo ritmo anche nel prossimo futuro. Due sono i pericoli che producono incertezza rispetto al nostro futuro. Il primo è legato ai mutamenti delle regole di vigilanza da parte della Banca Centrale Europea, il secondo ha invece un carattere eminentemente politico. Ci stiamo ormai avvicinando alle elezioni, con previsioni di alleanze e di esiti sempre meno chiari e con una legge elettorale che prepara un quadro politico ancora più incerto. Tutto questo spinge alla prudenza gli investitori e rende diffidenti gli operatori internazionali, anche se la capacità concorrenziale delle nostre imprese ci consente di mantenere una bilancia commerciale regolarmente in attivo e le nostre banche, pur dovendo continuare a lungo il loro processo di rinnovamento, non sono affatto nella condizione di qualche anno fa.
 
Saranno questi alcuni dei temi trattati da Romano Prodi nell’ambito della tavola rotonda del Club che vuole tracciare i possibili scenari dell’anno che verrà.

Dove

  • BOLOGNA
  • Prodi Romano

    Presidente Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli

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